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ALPINISMO GIOVANILE

   Nel 1990 la allora sottosezione di Manzano, del Cai di Cividale, organizza la prima settimana naturalistica. L’attività inizia  in concomitanza con la nascita nel CAI del progetto educativo e le sue linee programmatiche che inquadrano l’attività di alpinismo giovanile nell’associazione. L’importante traccia di riferimento aiuta gli accompagnatori a individuare i metodi e le didattiche commisurate all’età dei ragazzi coinvolti. Nei primi anni l’attività di alpinismo giovanile si limita all’organizzazione della settimana peraltro preparata e condotta in modo attento e responsabile. L’attività viene organizzata in modo completo coinvolgendo figure professionali esterne per tematiche tecniche, e propone  varie forme di attività didattiche e di apprendimento.

   Il piano didattico affronta le cinque linee proposte dalla sede centrale del CAI:

  • i valori dell’alpinismo e della montagna, le tradizioni del Club Alpino Italiano, la storia dell’alpinismo;
  • il movimento: camminare e arrampicare, i percorsi fuori sentiero, la montagna innevata, l’ambiente ipogeo;
  •  l’orientamento: appropriarsi dello spazio, dove sei, dove vai, dove sei stato;
  •  la sicurezza: la filosofia della sicurezza, i pericoli in montagna, il tempo e la neve, le tecniche alpinistiche;
  •  l’ambiente: la storia e la geografia della montagna, la lettura integrata del paesaggio, l’ambiente montano, naturale ed antropico, le civiltà dei monti.

   Verso la fine degli anni novanta la sezione inizia a formare i suoi accompagnatori in seno alla commissione di alpinismo giovanile veneto friulana giuliana. Il socio appassionato di montagna che decide di mettere a disposizione dei ragazzi, il suo bagaglio di conoscenze, inizia un percorso di ulteriore formazione specifica. All’acquisizione di tecniche alpinistiche, viene integrato un dinamico bagaglio di conoscenze di base su tutti gli aspetti della montagna, lo studio delle dinamiche di gruppo, e i principi dell’età evolutiva.

   L’attività proposta viene rivolta ai giovani all’inizio della fase di socializzazione e indipendenza sino alla maturazione dell’adolescenza, dividendo operativamente tre fasce di età: 8/11, 11/14, 14/17 anni. Le tre fasce vengono volutamente sovrapposte per permettere un trasferimento delle esperienze e delle competenze dai ragazzi più grandi a quelli più piccoli.

   In questi anni si sviluppa un importante lavoro con le scuole. La prima fascia vede impegnati i ragazzi delle elementari nelle prime esperienze di educazione ambientale, mentre inizia un proficuo rapporto con le scuole medie con le quali viene realizzata per 10 anni la risalita del Fiume Natisone in 6 tappe, dalla sua confluenza con il torrente Torre, sino alle sue sorgenti, in un appassionante e avventuroso viaggio tra la storia e la natura delle nostre valli.

   Negli anni 2000 altri accompagnatori completano i percorsi di formazione diventando ASAG (istruttori sezionali) e AG (istruttori biveneti di alpinismo giovanile). La commissione sezionale propone agli istituti comprensivi delle scuole primarie del territorio, un  progetto di educazione ambientale che si sviluppa nell’arco di tre anni consentendo un primo graduale approccio alla montagna con escursioni guidate, osservazioni, catalogazioni e pubblicazioni anche multimediali dei contenuti elaborati.  Successivamente con i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado viene proposta una attività di aggregazione con il progetto accoglienza e un attività di media montagna che consente di giungere in modo completo e consapevole all’attività clou della settimana naturalistico alpinistica.

   Nella settimana di alpinismo giovanile, moderni criteri educativi consentono ai ragazzi il confronto e la condivisione della vita di gruppo, nella quale acquistano fiducia in se stessi e  aumentano l’indipendenza. La nascita di amicizie vengono facilitate e valorizzate in un ambiente sereno dinamico e creativo, che consente al ragazzo di esprimere le proprie capacità e attitudini.

 

 

Progetto Educativo

Temi del Metodo

Accompagnatore AG